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title: "Corso AI in inglese per team internazionali · Davide Scalera"
description: "Metà del team non parla italiano: un corso solo o due edizioni, in che lingua, come si tiene un’aula bilingue e cosa va scritto in tutte e due le lingue."
url: https://davidescalera.it/guide/corso-ai-in-inglese
lang: it
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# Corso sull’AI in inglese per un team internazionale in Italia: un corso o due?

Metà del team non parla italiano: facciamo un corso solo sull’AI, e in che lingua?

in breve

Un corso solo se le persone lavorano insieme sugli stessi documenti, due edizioni se lavorano in gruppi separati. La lingua la decide chi sta in aula, con una domanda anonima prima di partire. Lo strumento lavora in italiano e in inglese: quello che va preparato in due lingue sono esempi, prompt salvati e regola d’uso.

di **Davide Scalera**, formatore su Microsoft Copilot, Claude e Gemini, in italiano e in inglese · aggiornata 11 ottobre 2026

## Un corso solo o due edizioni?

Decide il lavoro, prima della lingua. La domanda da farsi è se le persone che vuoi formare lavorano sugli stessi documenti e sugli stessi processi.

▸ Se sì, un corso solo. L’AI entra nei flussi di lavoro, e un flusso che passa da un collega all’altro va imparato insieme: i prompt salvati, gli esempi e la regola d’uso devono essere gli stessi per tutti, altrimenti dopo un mese ognuno lavora a modo suo e ogni passaggio di documenti diventa una traduzione.

▸ Se no, due edizioni. Per esempio un gruppo che lavora coi clienti esteri in inglese e uno che lavora in italiano su amministrazione e produzione: i casi d’uso sono diversi, e tenerli nella stessa aula toglie tempo a tutti e due.

Una via di mezzo che funziona è la parte comune insieme, cioè come funziona lo strumento, cosa si carica e cosa no, e poi le esercitazioni sui documenti in due gruppi, ognuno nella sua lingua e sui suoi file.

## In che lingua si fa, se metà del team non parla italiano?

Se metà del gruppo non parla italiano, la lingua comune è quasi sempre l’inglese. Il punto da verificare è l’altra metà: l’inglese che una persona usa per scrivere una mail a un cliente non è lo stesso che le serve per dire in aula «non ho capito» davanti ai colleghi.

Per questo la lingua la decide chi sta in aula, e la domanda va fatta prima, in forma anonima: in che lingua preferisci fare gli esercizi sui tuoi documenti? Una risposta data davanti al capo dice poco.

Il segnale da guardare è il primo esercizio. Se metà del gruppo resta in silenzio quando tocca provare sui propri file, la lingua sta prendendo l’attenzione che dovrebbe andare al lavoro, ed è il momento di dividere le esercitazioni.

La legge italiana lo chiede già per un altro tipo di formazione: per la sicurezza sul lavoro, quando in aula ci sono lavoratori stranieri, il corso parte dopo aver verificato che capiscano la lingua in cui si tiene. Un corso sull’AI non ha questo obbligo; la verifica prima di partire conviene lo stesso.

Fonti: [D.Lgs. 81/2008, art. 37, comma 13: per i lavoratori immigrati la formazione avviene «previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo» (Normattiva) ↗](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-04-09;81~art37) (letta il 11/10/2026)

## Un’aula bilingue funziona?

Funziona, se si decide prima chi parla quale lingua e quando.

▸ Le spiegazioni in una lingua sola, quella che capiscono tutti. Ripetere ogni passaggio due volte sembra gentile e toglie tempo agli esercizi, che sono la parte che serve.

▸ Le esercitazioni in coppie o piccoli gruppi della stessa lingua, ognuno sui propri documenti.

▸ I prompt ognuno li scrive nella lingua in cui pensa. Copilot accetta richieste e risponde sia in italiano sia in inglese, quindi lo strumento non obbliga nessuno a cambiare lingua.

▸ Il confronto finale di ogni esercizio in plenaria, nella lingua comune: è lì che i due gruppi si scambiano quello che hanno trovato.

Quello che non va lasciato al caso è la domanda in aula. Chi non vuole fare una domanda in inglese davanti a tutti la deve poter fare per iscritto, nella sua lingua, durante la pausa o in chat.

Fonti: [Microsoft Support, lingue supportate da Microsoft Copilot (aggiornata a settembre 2026): italiano e inglese fra le lingue supportate per richieste e risposte, con account di lavoro o personali ↗](https://support.microsoft.com/en-us/office/microsoft-copilot-supported-languages-94518d61-644b-4118-9492-617eea4801d8) (letta il 11/10/2026)

## Cosa va scritto in tutte e due le lingue?

Tutto quello che resta dopo il corso.

▸ I prompt salvati, divisi per compito. Una richiesta che funziona in italiano va riscritta in inglese da chi la userà, non tradotta parola per parola: cambia il modo di dare il contesto.

▸ Il playbook del gruppo, cioè il posto dove stanno le richieste che funzionano e un esempio di risultato accettato.

▸ La regola d’uso: cosa si può caricare, cosa no, chi decide nei casi dubbi. Deve dire la stessa cosa nelle due lingue, e una persona deve poter rispondere alle domande in tutte e due.

C’è poi il caso che va provato in aula e non dato per scontato: il documento è in italiano, il contratto, il capitolato, il verbale, e chi lo deve usare lavora in inglese. Se succede ogni settimana, è il primo esercizio da fare, sui vostri file, per vedere cosa lo strumento restituisce e cosa va ricontrollato da chi conosce tutte e due le lingue.

Nei corsi che tengo i prompt salvati e il materiale escono in italiano e in inglese, nella lingua del gruppo.

## Se il corso è finanziato, cosa cambia con l’inglese?

Le regole dei fondi interprofessionali riguardano ore, presenze, modalità e documenti, e valgono anche per un corso tenuto in inglese. In Fondimpresa, per esempio, fra i documenti da conservare per il rendiconto c’è il registro didattico e delle presenze di ogni azione formativa.

Quello che cambia con l’inglese sono le domande da fare prima di presentare il piano, all’ente che lo gestisce o al fondo.

▸ Il fondo e l’avviso che usate accettano un corso tenuto in inglese?

▸ In che lingua vanno il programma, i materiali e il registro, se vengono controllati?

▸ Se fate due edizioni, una per lingua, il piano le deve prevedere come due azioni distinte?

Ogni fondo ha le sue regole, e un avviso può cambiarle da un anno all’altro. Per questo la domanda si fa all’inizio, per iscritto, e la risposta si conserva con i documenti del piano.

Fonti: [Fondimpresa, guida alla gestione e rendicontazione dei piani formativi del Conto Formazione (aggiornamento 01/04/2022): copia del registro didattico e delle presenze fra i documenti del rendiconto ↗](https://www.fondimpresa.it/sites/default/files/fondimpresa/canali-di-finanziamento/conto-formazione/Guida_alla_gestione_e_rendicontazione_agg_2022-04-01_def.pdf) (letta il 11/10/2026)

## Cosa chiedere al formatore prima di firmare?

Quattro domande, e le risposte valgono più di un curriculum.

▸ Insegni in inglese, o lo parli? Sono due cose diverse: insegnare vuol dire spiegare un limite dello strumento a chi non lo vede, e rispondere a una domanda fatta male senza far sentire stupido chi l’ha fatta.

▸ Il materiale esiste già in tutte e due le lingue, o lo traduci per noi? Un materiale tradotto all’ultimo si riconosce dagli esempi, che restano quelli dell’altra lingua.

▸ Come gestisci un’aula in cui una parte non parla italiano? La risposta deve essere un metodo, con le regole su spiegazioni, esercitazioni e domande.

▸ Le esercitazioni si fanno sui nostri documenti, anche su quelli in italiano usati da chi lavora in inglese?

Io insegno in italiano e in inglese, con gli stessi corsi e lo stesso materiale nella lingua del gruppo, in aula e da remoto. La scheda formatore risponde a queste domande in una pagina.

## Domande frequenti

- Un corso solo o due edizioni?

  Un corso solo se le persone lavorano sugli stessi documenti e processi; due edizioni se lavorano in gruppi separati. Una via di mezzo: la parte comune insieme, le esercitazioni in due gruppi.

- Chi decide la lingua del corso?

  Chi sta in aula. Si chiede prima, in forma anonima, in che lingua ognuno preferisce fare gli esercizi sui propri documenti, e si guarda come va il primo esercizio.

- Copilot funziona in inglese se i documenti sono in italiano?

  Copilot accetta richieste e risponde in italiano e in inglese. Il caso misto, documento in italiano e persona che lavora in inglese, va provato in aula sui vostri file prima di darlo per scontato.

- Un corso in inglese si può finanziare con un fondo interprofessionale?

  Le regole su ore, registri e rendiconto valgono anche in inglese. Se il fondo e l’avviso accettano un corso in inglese, e in che lingua vanno materiali e registri, si chiede all’ente o al fondo prima di presentare il piano.

Lingue, modalità e i corsi che erogo in italiano e in inglese sono nella scheda formatore, con il programma tipo su Copilot da 16 ore.

## La scheda formatore

Un PDF con tutto quello che serve a chi deve decidere: corsi, lingue, modalità, come lavoro, i criteri di scelta, i numeri. Con un programma tipo su Microsoft Copilot da 16 ore.

- i corsi che posso erogare da subito, per area, con le durate
- lingue, luoghi, modalità, formazione finanziata
- come lavoro in aula e cosa resta il giorno dopo
- i criteri con cui si sceglie un docente esterno
- i numeri, con la base dei dati
- un programma tipo: Microsoft Copilot, 16 ore

Se prima ti serve sapere cosa erogo, in che lingua e come: [la pagina della formazione](https://davidescalera.it/formazione)

guide vicine

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- [Cosa si fa in una giornata di corso su Copilot, e come capire se il programma è fatto beneMi hanno mandato un programma di 8 ore su Copilot: è fatto bene?](https://davidescalera.it/guide/corso-copilot-una-giornata)
- [Un corso sull’AI gratis per l’azienda: come funziona coi fondi interprofessionaliIl corso sull’AI per i miei può essere gratis? E se non lo è, da cosa dipende quanto costa?](https://davidescalera.it/guide/corso-ai-gratis-fondi-interprofessionali)
